Il soldato

C’era una volta un Re,

che regnava su una prospera vallata piena di boschetti, laghi e fiori meravigliosi. Tutto andava bene ma…aveva 12 figlie. Tutte bellissime ragazze che però non mostravano alcuna voglia di sposarsi. Sembravano molto felici e il Re non aveva cuore di destinarle a matrimoni obbligati. Anche perché aveva bisogno urgente di risolvere uno strano problema. Ogni sera le principesse si recavano a dormire tutte insieme in una enorme camera, tappezzata di armadi ricolmi di vestiti, gioielli, piume per i capelli e di ogni cosa potesse servire a fanciulle in fiore. Ogni sera lasciavano le loro scarpe fuori dalla camera perché fossero pulite dalla servitù ma tutte le mattine il Re notava che le scarpe erano così consumate da dover essere buttate. Pensò che le ragazze di notte riuscissero ad eludere i guardiani del castello e allora fece applicare alla porta un enorme lucchetto. Ma la situazione non cambiava. Il lucchetto rimaneva chiuso ma le principesse ogni notte mettevano fuori scarpe consumate e distrutte. Il re non sapeva che pesci prendere,

In quel periodo un bravo vecchio soldato cercava la strada per arrivare ad un villaggio. La sua casa non c’era più, distrutta dalla guerra. E lui voleva solo trovare una piccola casa e vivere con un lavoro tranquillo in un paesetto qualsiasi. Vagabondando si ritrovò in un bosco molto fitto ed era quasi notte. Le luci del villaggio che aveva intravisto da lontano si affievolirono e poi si spensero. Rimase solo e con i rumori spaventosi della foresta, ululati, sibili ….. si aggirava per trovare un sentiero buono, ma niente. Ad un tratto una vocina flebile lo chiamò da un cespuglio fitto:

  • Chi sei tu?
  • -Sono un soldato che cerca pace e lavoro.

Una povera vecchietta tranquillizzata dalla risposta uscì dal cespuglio:

– Ero uscita per raccogliere erbe ma il buio mi ha colto all’improvviso. Ho tanta fame e tanto freddo.

Il buon soldato allora tirò fuori dalla sua bisaccia l’ultimo pezzo di pane che aveva e glielo porse. Poi si tolse il suo mantello logoro e glielo appoggiò sulle spalle.

-Non è molto ma è l’unica cosa che ho. La vecchina gli sorrise con la sua bocca sdentata. Poi gli accarezzò la mano.

– Grazie. Sei buono tu. E io per ricompensarti di tanta bontà ti regalo questo.

E gli mise nelle mani un fischietto.

– Fa un suono che nessun uomo riesce a percepire. Solo gli animali lo sentono e ora sanno che sei un loro amico. Quando ne avrai bisogno fischia 3 volte, 3 fischi corti, e diventerai invisibile per quanto tempo vorrai. Altri 3 fischi più lunghi ti faranno tornare visibile. E ora vai…cammina lungo quel sentiero e arriverai al villaggio

Il soldato non capiva a cosa potesse servirgli diventare invisibile, però ringraziò molto la vecchina e seguì il suo consiglio. In poco tempo arrivò nei pressi di un paese pieno di fiori e alberi rigogliosi. Erano le prime luci dell’alba e sentì un trombettiere del re che gridava per le strade:

  • Bando del re! Bando del re! Chiunque riuscirò a scoprire cosa fanno le principesse di notte potrà averne una in sposa e molte terre da coltivare.

Il soldato si incuriosì e facendo domande qua e là scoprì quale fosse il problema. Ma seppe anche che molti prìncipi avevano provato senza riuscire a niente. Decise di tentare anche lui. Si presentò al re e chiese di avere tempo 3 notti per riuscire a risolvere il mistero. Il re accettò e il soldato cominciò a seguire le ragazze per capire se ci fossero segnali, accordi, un indizio qualunque. Nulla. Le ragazze erano allegre e gentili ma non trapelava niente. Arrivò l’ora della cena e insieme a piatti succulenti fu servito anche un vino speciale. Il soldato con gioia ne bevve due o tre calici serviti dalle premurose ragazze.

Andarono tutti a dormire. Il soldato che aveva avuto il permesso di dormire nella camera delle ragazze si assicurò che la porta fosse ben chiusa ma poi crollò in un sonno profondo… E le scarpe delle ragazze il giorno dopo erano ancora tutte consumate. Il re si arrabbiò ma il soldato gli ricordò che aveva altre due notti a sua disposizione per risolvere il mistero. E la giornata ricominciò tra giochi e allegra compagnia. La sera però il soldato fece più attenzione. Quando le ragazze gli versarono il vino lui finse di bere ma, di nascosto, lo buttò via. Aveva capito che era sicuramente corretto con qualche erba sonnifera. Così quando tutti si ritirarono a dormire lui era ancora ben sveglio. Fece finta di crollare nel sonno più profondo ma in realtà seguiva vigile ogni movimento. E scoprì che le ragazze, certe che lui dormisse, si vestivano con i più bei vestiti, si adornavano con gioielli e piume e sgattaiolavano via attraverso un passaggio segreto nascosto dietro un armadio. Il soldato capì che era arrivato il momento di sfruttare il fischietto avuto in dono dalla vecchina. Tre fischi brevi e divenne invisibile. Così riuscì a seguire le ragazze che dal boschetto accanto al castello arrivarono nei pressi di un laghetto. Ad aspettarle 12 piccole barche con 12 gentiluomini con abiti ricchi che si inchinarono e le fecero salire. Remando alla luce della luna le barche passarono sotto un arco fatto di alberi lucenti. Il soldato che si era accomodato invisibile su una delle barche si accorse che le foglie di quegli alberi erano tutte di cristallo splendente.

Le barche si fermarono su una sponda del laghetto. Già si sentiva in lontananza una musica bellissima. Scesi tutti, il soldato invisibile si accorse che quella spiaggia così luminosa era fatta di polvere d’argento. Tutti i ragazzi si avviarono per un sentiero pieno di fiori luminosi. Man mano che si allontanavano dalla riva la musica era più forte e finalmente si aprì alla vista un meraviglioso palazzo con una enorme sala da ballo con una orchestra che suonava quella musica magica. E le 12 principesse con i loro 12 accompagnatori si lanciarono nelle danze. Il soldato stanco si sedette sul prato in attesa. Sorrideva sotto i baffi. Aveva scoperto il segreto e poi quelle ragazze gli erano proprio simpatiche. Quasi quasi stava per addormentarsi. Ma quando chinò il capo si accorse che quei fiori erano così lucenti non per il riflesso della luna ma perché erano tutti d’oro. Mentre rifletteva si accorse che le ragazze stavano per tornare. Svelto si infilò in barca e poi all’arrivo di corsa le precedette. Doveva farsi trovare nel letto quando fossero risalite. Tre fischi lunghi col suo fischietto magico e, ritornato visibile, si fece trovare nel suo letto che fingeva un sonno profondo. Tranquille se ne andarono a dormire anche loro.

Il giorno dopo le scarpette erano di nuovo sfondate e il re ne chiese ragione al soldato.

  • Questa sarà la terza notte maestà. Domani saprà tutto.

Il re non gli credette molto però doveva mantenere la sua parola. Gli concesse la terza notte.

Che arrivò. Le principesse fecero la solita storia del vino. Il soldato finse di ubriacarsi e di cadere nel sonno. Ma poi svelto si infilò nel passaggio segreto. E stavolta raccolse le prove. Due foglie di cristallo del boschetto, un sacchetto di sabbia d’argento, un fiore d’oro.

Il giorno dopo raccontò tutto al re mostrando tutto quello che aveva raccolto. E il re mantenne la sua parola. Gli dette in sposa una figlia che ne fu ben contenta perché si era affezionata a questo soldato ruvido ma buono. Il vecchio soldato ebbe anche in dono tanta terra da poter vivere con tutti gli agi….e vissero tutti felici e contenti.

La morale della favola qual’è? Forse si riferisce alla buona azione per la vecchina che fu ricompensata. Ma in realtà la favola è carina perché non c’è nessuna morale.

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